La cantina Antichi Vinai 1877, è situata a Passopisciaro, una frazione di Castiglione di Sicilia in provincia di Catania. Siamo sull’Etna, uno dei territori enologicamente più interessanti e paesaggisticamente più emozionanti che la terra di Sicilia possa offrire.

La cantina gestisce 40 ettari totali sul vulcano più alto d’Europa, le pendenze del territorio regolano il tipo d’allevamento delle viti. Dove è stato possibile sono stati messi a dimora impianti a spalliera, laddove invece le condizioni non lo consentivano, invece si trovano ancora allevamenti ad alberello ed in alcuni di questi troviamo viti di 50 anni.

Nella visita in azienda ci accompgna Viviana Gangemi una rappresentante della famiglia che da quattro generazioni si dedica alla viticoltura e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani, soprattutto etnei. Insieme a lei discutiamo di come sia impressionante che certi appezzamenti siano situati a 700 m s.l.m, altitudini simili a quelli del Trentino Alto Adige, con temperature e brezze della Sicilia che donano al vino enorme freschezza.

Alla domanda “che tipo di filosofia vitivinicola adottate”, Viviana risponde che di fatto non hanno certificazioni, ma che lavorano col pieno rispetto dell’ambiente. D’altronde, penso io, quando ci si trova a lavorare e poi a raccontare territori unici come questi dove non esistono certificazioni che possano dimostrarne la genuinità.

Prezzo in enoteca: 12.00

Della cantina abbiamo degustato tre diversi vini. Il primo è il Neromosso, un vino curioso fin dalla sua struttura ossia l’unione di Nerello Mascalese (vinificato in bianco) e vitigni autoctoni aromatici. Un vino che nasce come leggermente frizzante e che presenta un colore giallo paglierino con sfumature ramate, brillante. Lolfatto è appagato da profumi di fiori e frutta matura, un vino molto verticale dove alla bocca si nota una “spalla” acida, ma equilibrata con la leggera effervescenza lasciando così la sensazione di un palato pulito; penso sia un’ottimo vino da compagnia per aperitivi e perché no anche con la pizza si accompagna bene!

Prezzo in enoteca: 15,00 euro

Il secondo vino è il NerosuBianco, un altro vino che rompe gli schemi essendo composto da 70% di Nerello Mascalese e dal 30% di Carricante. Il primo è vinificato come un bianco e il secondo effettua una macerazione a freddo per esaltare non tanto il colore, giallo paglierino con riflessi verdi, ma l’olfatto ove distinguiamo uno spettro aromatico che parte da note fruttate ed arriva alla noce moscata e note balsamiche. Il palato è ancora più unico perché è un vino di corpo, ma dalla spalla acida che dona una grande bevibilità. Un vino a mio parere innovativo e d’avanguardia sia per come utilizzano i vitigni sia per l’affinamento in botti grandi d’acacia per il Carricante.

Prezzo in enoteca: 23,00 euro

Finiamo la nostra degustazione con Koinè, nome che deriva dal greco e vuol dire “Unione“, è un vino che viene dall’unione di uve, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccino, di diverse contrade. Questo vino fa una lunga macerazione sulle bucce che dona uno spettro aromatico ampio ed etereo che mi lascia sorpreso per come cambia da note leggermente fruttate, come amarene e more, fino ad arrivare a note speziate ed evidenti odori di cacao. In bocca è a dir poco stupefacente, l’eleganza tannica è unica e l’acidità è perfettamente equilibrata con il calore dell’alcol. Sicuramente un vino che può affinare ancora per diversi anni. Ve lo consiglio vivamente!

www.antichivinai.it