Dopo essere stato il primo a raggiungere la certificazione bio in Franciacorta, Silvano Brescianini raccoglie e porta in bottiglia la sfida dell’Erbamat iniziata nel 2010 e con vendemmia del 2011. Una complessa sfida aziendale, quella affrontata dalla Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo (Brescia), che consegna una nuova identità territoriale all’interno del panorama enologico della Franciacorta.

Grande sostenitrice dell’agricoltura biologica e di tutte quelle scelte volte a ridurre l’impatto ambientale e i consumi energetici, quella di Barone Pizzini è un’azienda che rappresenta una delle più importanti e dinamiche realtà vitivinicole della Franciacorta. Una cantina di straordinario valore, che può vantare una linea produttiva di impressionante solidità, capace di spaziare con sicurezza attraverso tutte le più importanti tipologie della denominazione: dal classico Brut al Satèn, dal Rosé al Dosaggio Zero, o Brut Nature che dir si voglia, fino ai Curtefranca, i vini fermi.

I venticinque differenti appezzamenti vitati, dislocati in diverse zone della Franciacorta, si estendono su una superficie totale di 54 ettari divisi in 29 particelle. Ogni appezzamento possiede proprie caratteristiche per esposizione, altitudine, microclima e composizione del terreno, cosicché ciascun vigneto risulta essere diverso da tutti gli altri, in un mosaico di grande bellezza, tutto da scoprire nel bicchiere, sorso dopo sorso. In cantina, ritroviamo la stessa filosofia perseguita tra i filari, per cui la struttura architettonica è stata progettata per essere estremamente funzionale, così da massimizzare il risparmio energetico e ridurre al minimo l’impatto ambientale.

La novità dell’azienda Barone Pizzini

“Animante”, etichetta simbolo dell’azienda, varia la sua composizione di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco, introducendo il 3% di uve Erbamat che donano un preciso e distinguibile apporto di forza, freschezza ed equilibrio di acidità, tipico del carattere dello storico e autoctono vitigno Franciacortino conosciuto fin dal 1500. “Animante“, viene prodotto in 90.000 bottiglie, presenta una notevole ricchezza e suadenza olfattiva, bilanciata al palato, dalla freschezza e percettibile forza dell’Erbamat.

“Dobbiamo ringraziare il Centro vitivinicolo provinciale di Brescia che negli anni ’90 ha intrapreso, con il professor Attilio Scienza, lo studio delle varietà autoctone, selezionando tra vecchie vigne a pergola e di fatto salvando dall’estinzione 18 cultivar, tutt’oggi allevate nel vigneto collezione alla Bornata – dice Brescianini -. Una scelta, quella di lavorare sull’Erbamat, che divide chi crede nella novità e chi è più scettico. Mi fa inoltre piacere che tale interesse si sia diffuso anche in una decina di altre aziende della Franciacorta”.