Nuova puntata dell’inchiesta in corso sulla cantina Terre d’Oltrepo. Ieri mattina i carabinieri forestali e gli ispettori anti frode hanno effettuato sequestri di vino nello stabilimento di Broni e in una ex cantina privata di Stradella, da qualche anno entrata nell’orbita di Terre ed adibita a magazzino.

Una nota ufficiale diramata ieri da Terre d’Oltrepo precisa: “In data odierna abbiamo ricevuto la notifica di un decreto di sequestro preventivo da parte della Procura di Pavia eseguito in ragione degli esiti analitici successivi al sequestro dello scorso 30 marzo e di quanto la cantina ha comunicato, tramite i propri difensori, alla Procura della Repubblica di Pavia.

Principale oggetto del sequestro è il vino già segregato e sigillato del cliente fornitore che era risultato difforme in seguito ad analisi commissionate dalla cantina stessa”. Uno dei legali della cantina, l’avvocato Gabriele Roveda, evidenzia che il sequestro di ieri riguarda vino bonarda non prodotto direttamente da Terre e di altro vino conservato nel deposito di Stradella. A marzo c’era stato, il sequestro di una partita di spumante metodo classico.

La versione nell’assemblea di Terre tenutasi giorni fa è che la presenza di diglicerina ciclica (di poco superiore al consentito) in quello spumante era dipesa da residui rimasti nei macchinari dopo una lavorazione di materia prima di un’altra azienda. Ma ieri alcuni soci hanno contestato che, nell’assemblea, non era stato fatto cenno al vino rosso sotto sigillo e poi da ieri sequestrato.

Fonte: Ilgiorno.it