Riceviamo da Michele Scammacca del Murgo, viticoltore storico sull’Etna famoso per i suoi spumanti, e siamo ben lieti di ospitare un interessante articolo sulle viti franco di piede che riprende l’argomento proposto sul nostro giornale dal prof. Mario Fregoni, che tanto interesse ha suscitato nei nostri lettori (G.P.) .

“La Fillossera è un insetto di origine nord americana, appartenente alla famiglia degli afidi, che colpisce l’apparato radicale e le foglie di vite europea determinandone la morte.

Nella vite americana provoca alcuni danni alle foglie ma non colpisce le radici. Questo insetto arriva in Europa intorno alla metà dell’ottocento e si diffonde gradualmente in tutto il continente. In Sicilia i primi casi vengono rilevati intorno ai primi del novecento, ed anche qui la Fillossera provoca la distruzione della maggior parte della viticoltura regionale. I danni economici e sociali sono stati immensi e molte zone viticole del passato non si sono più riprese dal declino che essa ha provocato.

Michele Scammacca del Murgo

In alcune particolari situazioni locali quali l’allagamento del terreno in inverno o in particolari terreni sabbiosi e siccitosi (Mendoza in Argentina) la Fillossera non riesce ad insediarsi e questo rende possibile la coltivazione della vite su franco di piede ma queste condizioni sono molto rare.

Alla fine dell’800, viene introdotta la tecnica di innesto su piede americano che conferendo resistenza all’apparato radicale, rende possibile l’impianto dei primi vigneti resistenti alla Fillossera. La ripresa della vitivinicoltura ha comportato l’estirpazione ed il reimpianto della maggior parte dei vigneti europei. I nuovi impianti nati hanno tuttavia dato un contributo importante nella razionalizzazione della definizione varietale e sul piano dell’innovazione. Molte selezioni ed ibridi di piede americano hanno contribuito ad un migliore adattamento della vite a situazioni del terreno critiche (resistenza al calcare attivo, terreni asfittici ecc.) e nello stesso tempo ne hanno influenzato la vigoria in base alle condizioni locali (siccità, densità di impianto ecc.)

È interessante chiedersi se vi siano differenze sensoriali nei vini ottenuti in vigneti franco di piede rispetto a quelli innestati su piede americano. Questo argomento è di forte attualità perché i vigneti franco di piede sono in questo momento di grande interesse mediatico ma allo stato attuale non sono state ancora effettuate indagini con adeguato rigore scientifico. Occorre anche considerare che nelle caratteristiche sensoriali di un vino di qualità intervengano anche molteplici aspetti (terroir, tecnica di produzione ecc..) ed è difficile (ma non impossibile) che un solo elemento possa influire in maniera determinante.

Sono invece purtroppo noti gli effetti deleteri che la Fillossera provoca sui vini nella composizione e concentrazione dei polifenoli, nella concentrazione zuccherina e nell’acidità oltreché nella sopravvivenza delle piante di vite. Personalmente sono sempre aperto alle innovazioni ed alla conoscenza di nuove esperienze. Mi permetto di consigliare ai miei colleghi produttori di non sottovalutare la Fillossera.

Essa è tuttora presente nel territorio dell’Etna e può essere ancora adesso una minaccia temibile. La creazione di un vigneto rappresenta un grande investimento economico per l’Azienda ed è bene agire con prudenza e spirito imprenditoriale. Occorre quindi valutare attentamente il problema nella propria locale situazione e se valga la pena di correre il rischio della distruzione del nuovo vigneto.

Michele Scammacca del Murgo

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