Attraverso l’impegno del Consorzio, il marchio Doc Sicilia viene riconosciuto come garanzia di qualità e come simbolo non solo della regione, ma della stessa produzione Made in Italy in Italia e all’estero.

La Sicilia è la prima regione in Italia per area agricola dedicata alla produzione biologica. Grazie soprattutto al lavoro delle nuove generazioni di viticoltori, la produzione si sta spostando sempre di più verso la ricerca di una maggiore freschezza e versatilità dei vini, capaci di abbinarsi con la maggior parte delle cucine internazionali. E a proposito di vini da portare in tavola (e non solo), sta facendo molto parlare di sé la vendemmia 2020 del Grillo: un’annata che ha prodotto oltre 16 milioni di bottiglie e presenta vini di qualità con un’ottima intensità aromatica e freschezza. Il vino ideale per la stagione estiva.

La Doc (Denominazione di origine controllata) Sicilia viene ufficialmente riconosciuta il 22 novembre 2011. Come stabilito nel disciplinare, la zona di produzione delle uve comprende l’intero territorio della Regione. L’anno seguente, il 2012, segna l’anno di fondazione del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia: i viticoltori, vinificatori e imbottigliatori promotori del riconoscimento della Doc decidono di fondare una realtà che non solo possa dare loro una voce, ma che riesca concretamente a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola. Il Consorzio nasce con uno scopo ben preciso: tutelare, promuovere, valorizzare, informare il consumatore e curare gli interessi generali della Doc Sicilia.

I numeri della Doc Sicilia
  • Oltre 90 milioni di bottiglie prodotte nel 2020
  • +6% di imbottigliato nei primi 5 mesi del 2021 (rispetto allo stesso periodo del 2020)
  • Oltre 41 milioni di bottiglie prodotte da aziende della Doc Sicilia nei primi 5 mesi del 2021 (contro i 38 milioni del periodo gennaio-maggio 2020)
  • Il Grillo si distingue tra le oltre 70 varietà autoctone della regione con più di 16 milioni di bottiglie prodotte nel 2020; complessivamente, la quantità di uva è stata la più bassa nella storia dell’isola dal 1848, e sono stati prodotti circa 3,7 milioni di ettolitri.

Dalla sua creazione, il Consorzio mette in atto attività ed iniziative volte a tutelare la Denominazione Sicilia e garantisce che tutte le fasi e le disposizioni indicate nel disciplinare di produzione vengano rispettate rigorosamente. Attraverso l’impegno del Consorzio, il marchio Doc Sicilia viene riconosciuto come garanzia di qualità e come simbolo non solo della regione, ma della stessa produzione Made in Italy in Italia e all’estero.

“La vocazione sostenibile della Sicilia è un fattore naturale, grazie alle sue favorevoli condizioni climatiche e alla varietà del suolo e alla biodiversità, con oltre settanta varietà di vitigni autoctoni” – afferma Antonio Rallo – presidente del Consorzio Vini Sicilia DOC.  “La Sicilia – continua Rallo –  con i suoi trenta mila ettari, è il più grande vigneto bio in Italia, la prima regione per vigneto biologico in collina, la seconda per vigneto in montagna. Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future una terra in condizioni, se non migliori, almeno uguali rispetto a chi ci ha preceduto”.+

Il Consorzio punta a rafforzare l’identità dei vini siciliani, migliorandone la qualità, l’immagine e il posizionamento sul mercato. Il suo compito è anche quello di comunicare il sistema Sicilia Doc come produttore di vini contemporanei d’eccellenza, piacevoli e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

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