A Parma si è svolto il Festival Franciacorta, 48 le aziende presenti tra cui Cà del Bosco e Bellavista.

L’evento è stato allestito nelle sale sotto i portici della Pilotta, una location suggestiva, con vista nel cortile interno della struttura, costruita tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, commissionata dalla famiglia Farnese. La degustazione ha previsto due etichette per ogni cantina, con spumanti provenienti da tutta la zona nelle varie tipologie tra cui il Satèn, molto amato per la sua bollicina delicata, meno di 5 atm, che viene riconosciuta come nuova tipologia di Franciacorta nel 2008.

Il Franciacorta è stato il primo vino con rifermentazione in bottiglia ad avere la DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) nel 1995, nelle tipologie Franciacorta, Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé senza annata, Franciacorta Millesimato, Franciacorta Satèn Millesimato e Franciacorta Rosé Millesimato con almeno 30 mesi sui lieviti e altri 7 mesi in bottiglia prima della vendita, sull’etichetta viene riportato l’anno della vendemmia. La Riserva, anche nelle versioni Satèn e Rosé, devono rimanere almeno 60 mesi sui lieviti e al consumo dopo cinque anni e mezzo dalla vendemmia.

Numerosi sono stati gli assaggi sia di cantine più conosciute, ma anche di nuove scoperte come Borgo la Gallinaccia, una piccola azienda che rimane sotto le 15000 bottiglie all’anno, dove ho assaggiato il Satèn Satenasso 2014, 100% Chardonnay con fermentazione malolattica e 62 mesi sui lieviti, mentre il Riserva Extra Brut Giacheseilì 2011, 100% Chardonnay con fermentazione in barriques vecchie e 92 mesi sui lieviti, si presenta più strutturato con quella piacevole nota vanigliata data dal legno e un buon equilibrio, fatto solo nelle migliori annate.

Ottimo riscontro anche per il Satèn 2016 di Monzio Compagnoni, che rimane più fresco e sapido, con profumi intensi lasciati dalla fermentazione in solo acciaio, mentre un Dosaggio Zero che ha colpito l’interesse è stato Gualberto 2011 di Ricci Cubastro con notevole finezza ed eleganza acquisiti nei 9 anni sui lieviti.

Conferma invece di Barone Pizzini l’Animante, il primo Franciacorta ad usare il vitigno Erbamat con affinamento sino a 30 mesi sui lieviti e Uberti con il Satèn Magnificenza 2017, fermentazione non solo in acciaio, ma anche in tini e barriques di rovere, per terminare con i 40 mesi sui lieviti.

Apprezzato il buffet servito per una merenda tra i vari assaggi di Franciacorta con prodotti di qualità come il Parmigiano Reggiano, la spalla cotta, lo Strolghino e il lardo, che si abbinavano perfettamente al protagonista del Festival.