Ambizione, senso di responsabilità e valorizzazione del territorio. Questi i punti cardine del Consorzio Etna Doc che dal 1994 tutela i vini prodotti nell’area del vulcano attivo più alto d’Europa. 

Le difficoltà del settore vitivinicolo durante la pandemia, sono state sopperite dalla nota positiva che lascia sperare nel futuro con rinnovato ottimismo. Grandi successi dei vini etnei anche quest’anno nelle più autorevoli guide italiane e dalla stampa internazionale, oltre alla presenza rafforzata sui principali social network che rimane una vetrina imprescindibile per mantenere vivo il dialogo con i tanti appassionati.

Oggi il cda uscente è composto da Francesco Cambria, Seby Costanzo, Alberto Graci Aiello, Federico Lombardo, Graziano Nicosia e Piero Portale e il presidente Antonio Benanti che qualche settimana fa aveva dichiarato di non voler più ricoprire il ruolo di presidente del consorzio.

Oggi si sarebbe dovuto votare per il rinnovo delle cariche del prossimo triennio ma, da indiscrezioni pervenute, sembra che ad unanimità l’assemblea dei soci abbia deciso di rinviare tutto a fine settembre, questo lascia intuire che i soci non siano riusciti a trovare le figure per un cda condiviso che possa continuare a portare avanti i progetti delineati e che dovrà anche lavorare all’eventuale passaggio da doc a docg.

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