ULTIM’ORA: Appena venduta a 900.000 euro una bottiglia da 6 litri, quindi una Mathusalem, di Romanée Conti del 1985!

Le amare considerazioni sui costosissimi vini di immagine che raggiungono prezzi assurdi. Solo un piccolo numero di amatori conosce il mercato internazionale dei vini di lusso, acquistati perchē fanno immagine più che per la soddisfazione di degustare vini sensorialmente raffinati, dal gusto di terroir d’origine.

L’occasione per affrontare una riflessione sull’argomento ē venuta dall’uscita del libro di Jacky Rigaux dal titolo: “Le monde du vin aujourd’hui”, edito da Terre en Vues (2020), Clémency (F). L’autore è il più grande esperto di vini cru che, assieme a quelli “parkerizzati” vanno soggetti a fenomeni speculativi. Nei Paesi privi di tradizione sull’origine dei vini (Usa in primis) sono considerati di classe quelli che, secondo un giudizio monocratico, all’assaggio superano i 95 punti su 100 secondo Robert Parker. Queste due categorie di vini attraggono i fondi di investimento internazionali. E così vini di terre sconosciute, tecnologici, frutto di “winemakers”, contendono il mercato ai vini di terroir delle zone celebri da secoli.

Il mercato con il deposito più grande di vini da investimento attualmente è quello di Hong Kong, rifornito da centinaia di importatori. Un tempo  era Londra la capitale dei vini da investimento, che si basavano  essenzialmente sui crus di Bordeaux .Gli acquisti più diffusi riguardavano i vini giovani, che venivano invecchiati nelle “banche dei vini” e successivamente venduti alle aste, ai ristoranti, ai collezionisti, ecc. Da tempo vengono acquistati anche i vini della Bourgogne, in particolare i “Grands crus”, tra i quali gli storici Romanée Conti, Leroy e una decina di altri crus e climats. I prezzi all’azienda sono variabili, ma in genere sono molto elevati. Il Liber Pater delle Graves di Bordeaux, franco di piede, è stato comprato a 300.000 euro la bottiglia.

Fra i vini italiani da investimento si annoverano alcuni cru del Barolo, del Brunello di Montalcino e dell’Amarone della Valpolivella, nonchë di alcuni altri nomi storici. Queste preferenze si riflettono sui prezzi dei vigneti che, per questi vini , variano da 500.000 a 5 milioni ad ettaro (per piccole particelle). Il mercato londinese e americano è attualmente affiancato da quello asiatico (Hong Kong, Cina, Giappone, Corea) nonché da quello russo. I nuovi ricchi del mondo a pranzo o a cena non esitano a mescolare un Romanée Conti con un Petrus, uno Chateau Margaux con la vodka, con il ghiaccio, l’acqua minerale,ecc. I clienti dei vini icona sono spesso dei bevitori di etichette.

In genere il gusto dei vini di terroir, che si valuta in bocca, si sostituisce con l’aroma che si apprezza al naso e nel retrobocca, frutto del vitigno o dei lieviti selezionati o del legno o delle altre tecnologie di cantina. Anche la tecnica viticola “convenzionale” conduce a vini uniformi al gusto, dominati dagli aromi.  Si dimentica che il vino deve essere già presente nelle bacche. Il mercato dei vini icona viene spesso alla ribalta per gli scandali delle frodi perpetrate con l’invecchiamento artificiale delle etichette (es. con il caffè) e dei tappi, con il cambio delle bottiglie, o con il taglio delle annate o delle diverse provenienze dei vini, dei vitigni e così via.

Si sono venduti vini di annate nelle quali il viticoltore era scomparso o aveva smesso la produzione. Persino l’FBI ha condotto un’indagine sul proprietario di una sontuosa villa californiana, trafficante di vini da investimento, denominato “Dottor Contí”. Molti processi sono stati celebrati contro miliardari di questo mercato dei vini da investimento e contro falsi collezionisti di vini icona, sprovvisti di cultura enoica e sensoriale, che non possono riconoscere le origini e le annate.

Il mercato dei vini da investimento ha, comunque, il merito di far conoscere nel mondo i grandi vini naturali e di terroir storici, ma gli attori di questo mercato sono spesso privi di esperienza e non tengono conto che la scienza può oggi determinare l’origine geografica dei vini e delle annate e può disegnare il profilo sensoriale caratterizzante i crus e le loro annate di produzione. La giustizia deve tuttavia vigilare affinché venga dato a Cesare quello che è di Cesare.

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