Il Brunello di Montalcino è il vino più conosciuto tra i consumatori italiani, con una notorietà al 67% e davanti a corazzate come il Prosecco, il Chianti e il Chianti classico e il Montepulciano d’Abruzzo.

Secondo l’analisi di Wine Intelligence, il consumatore tipo di Brunello è principalmente donna, del Centro Italia, di età compresa tra i 35 e i 54 anni, con un reddito medio che supera i 50mila euro, con una buona propensione all’acquisto online e appassionato di vino. In rapporto alla conoscenza, il tasso di conversione all’acquisto è del 15%.
Relativamente al grado di notorietà (67%), il Brunello vince sui competitor sia tra i maschi (68%) che tra le femmine (66%) e risulta in testa già tra i consumatori da 35-54 anni (65%), mentre domina dai 55 anni in su (73%). La geografia della conoscenza premia il Centro Italia (70%) e il Nord (69%), dove però è superato dal Prosecco (71%).

 “L’indagine – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindoccirestituisce un risultato per nulla scontato, se si considera che il nostro vino rappresenta meno dello 0,2% della produzione annuale nazionale ed è la denominazione che esprime meno volumi tra le top 20 in classifica. Il risultato è un riconoscimento della qualità e della forza di un marchio collettivo che sino a oggi credevamo più forte all’estero che in Italia”.
È un red carpet lungo dalla Norvegia a Malta e che attraversa il Belpaese quello del Leccio d’Oro, il premio del Consorzio del vino Brunello di Montalcino che oggi, in occasione della giornata conclusiva della prima tappa del 30° Benvenuto Brunello (19-29 novembre), ha svelato i 7 vincitori tra ristoranti, locali storici ed enoteche, nazionali e internazionali.

Sono stati assegnati i Premi Leccio d’Oro alle varie categorie, nato nel 1994 è dedicato ai ristoranti e alle enoteche nazionali ed estere con una wine list particolarmente rappresentativa del Brunello di Montalcino

Leccio d’Oro categoria Italia: Trattoria Enrico Bartolini, situato all’interno dell’Andana Resort a Castiglion della Pescaia (GR), il ristorante stellato offre nella sua carta vini circa 150 referenze di Brunello, una library di annate dagli anni ’90 e una stanza tutta dedicata al re dei vini di Montalcino.

Leccio d’Oro categoria Osterie: Caffè Dante Bistrot a Verona, conquista il riconoscimento con circa 90 le etichette di Brunello presenti nella carta vini del locale di Piazza dei Signori, dove la statua del sommo Poeta vigila sulla cantina premiata anche quest’anno con i due bicchieri del “Best of award of Excellence” di Wine Spectator.

Leccio d’Oro categoria ristorante Estero: Casa Matta di Oslo, il locale, nonostante abbia aperto solo lo scorso anno, ha già all’attivo circa 40 referenze di Brunello.

Leccio d’Oro categoria Enoteche Italia: Antico Vinaio di Cernusco sul Naviglio, la “casa del vino” alle porte di Milano guidata da Cristiano Navalesi, originario toscano trasferito al Nord per “seguire il cuore”.

Leccio d’Oro categoria Enoteche estero: Vini e Capricci by Abraham’s nella città di Xeuchia a Malta, un vero e proprio luogo cult e punto di riferimento nell’isola per gli appassionati di gourmet food, wine & spirit.

Per quanto riguarda i premi speciali del Leccio d’Oro 2021, la storica Salumeria Roscioli, famosa in tutto il mondo per la sua carbonara da podio a ridosso di Campo dei Fiori a Roma, si aggiudica la sezione “Rosso di Montalcino”, mentre il riconoscimento “Brunello Lovers” va al Calandrino (Rubano, Padova), il locale eclettico e informale del pluristellato Massimiliano Alajmo, che propone oltre 50 etichette di Brunello in carta.