Lapio è uno dei pochi comuni italiani a produrre nel proprio territorio due vini DOCG: “Fiano e Taurasi”. Lapio è anche città del vino, dell’olio e del miele, ma in realtà, Lapio è la patria del Fiano di Avellino.

Il Fiano di Avellino è un vino DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Avellino. L’indicazione della denominazione di origine controllata e garantita Fiano di Avellino può essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica Apianum.
La zona di produzione del Fiano di Avellino è nei seguenti comuni della provincia di Avellino: Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, Santo Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, San Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, Sant’Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto d’Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino .

Furono i Greci a portare in Italia l’originario vitigno del Fiano, la “Vitis Apicia”: le prime viti furono piantate a Lapio, una località che prese il nome dall’uva, il comune dove tuttora si produce il Fiano. A sua volta, il nome “Vitis Apicia” o “Apina” deriva dalla caratteristica, proprio di quest’uva dal dolce profumo, di attirare sciami di api nelle vigne. Da Apina derivò “Apiana” e da questo “Afiana”, quindi Fiano.

Che Lapio fosse un importante centro di produzione vinicola lo attesta una nota del 5 novembre del 1592, indirizzata al Capitano di Montefusco, capitale del Principato d’Ultra: «L’Università ha ottenuto Regio Assenso, su la gabella del vino per far pagare 4 carlini per ogni soma che entra nella terra. Ora molti particolari di Lapio portano il vino, ma non vogliono pagare perché dicono di venderlo al minuto. Il Capitano li costringa al pagamento.» Nel 1642 lo storico Fra’ Scipione Bellabona descrive la zona ed il suo vino nei “Raguagli della città di Avellino”.

Lapio è un borgo di circa 1700 abitanti, dislocato a 480 metri sul livello del mare (punto più alto 626 metri e più basso a 227 metri). Una terra di grandi tradizioni culturali, artistiche e religiose, capace di offrire prodotti enogastronomici di alta qualità apprezzati in tutto il mondo come il vino bianco, il Fiano, l’olio, il miele e tanto altro.

Le probabili etimologia del territorio di Lapio sono due. Secondo alcuni studiosi deriva, dal latino Lapideum (roccioso; sassoso), termine poi dissimulato in Lapio. Altri affermano che il suo nome derivi dal Fiano, prodotto in questa terra, ovvero nell’area agricola ”Apia” (odierna Lapio), da cui risale il termine ”Apiano” e ”Apiana”, uva già conosciuta dai poeti latini. Conserva resti del castello e il Palazzo baronale dei Filangieri, nei cui saloni sono conservati pregevoli affreschi. Ha subito qualche danno durante il terremoto del 1980.