Judeka, azienda vitivinicola di Caltagirone, dei fratelli Valentina e Cesare Nicodemo, ha ricevuto da Confagricoltura l’importante premio nazionale per l’innovazione in agricoltura.

45 ettari vitati per una produzione di 380 mila bottiglie in contrada San Mauro a Caltagirone si coniugano, nella filosofia di Judeca, nello sguardo “sensibile ai temi attuali dell’eco sostenibilità e della biodiversità” come spiegano Valentina e Cesare Nicodemo, i fratelli al timone dell’azienda vitivinicola del Calatino, i quali hanno da poco ricevuto il premio nazionale per l’innovazione in agricoltura.

Dottori in Scienze Politiche vocati al mondo enoico dal 2007 evocano con il loro lavoro quotidiano i ricordi delle vendemmie con i nonni, dove il vino era – ed è – momento di festa e condivisione.
Una storia di famiglia dove la tradizione si intreccia con la volontà imprenditoriale di sviluppo economico del territorio.

Dal quel ricordo e da quella volontà costante, nasce nel 2013 la cantina che prende il nome dalla Contrada dalla quale i fratelli acquistavano le uve prima di avere i propri vigneti, Judeca.
Un omaggio al sogno che si è realizzato in una zona, quella di Contrada San Mauro, come afferma Valentina, dove “il suolo brillava come oro”.

In questo scenario si colloca l’area dell’unica DOCG siciliana, il Cerasuolo di Vittoria, e dunque della coltivazione e produzione, anche singolarmente, di Frappato e Nero d’Avola, e delle loro diverse sfumature.

In vigna, sabbia e argilla, profumi e struttura, hanno offerto in questi anni terreno fertile – non solo sul profilo organolettico – ma anche dal punto di vista della sperimentazione volta al rispetto dell’ambiente.
Fra le principali innovazioni si ricorda: il sistema di gestione energetica nella produzione dei propri vini, la riduzione e controllo delle emissioni di gas dalla vigna alla cantina, e il Water Footprint, l’“impronta idrica”, che rappresenta uno strumento efficace per misurare la quantità di acqua utilizzata nei processi produttivi.

“La nostra è una scelta etica e crediamo sia anche la leva per essere maggiormente competitivi. Evitando gli sprechi, possiamo offrire un ottimo rapporto qualità/prezzo per i nostri vini, che sono alla portata di tutti. Accessibili, in una sola parola. Sostenibili: il vino deve essere anche questo” sostengono Valentina e Cesare Nicodemo.

Un concetto di vino democratico, dunque, accessibile a tutti sia da un punto di vista della beva, pulita, immediata e identitaria, sia dal punto di vista – come indicato – dell’acquisto.

Territorio e identità, ma anche brio e sperimentazione, per incontrare con versatilità il più ampio pubblico, come denota il successo del Nero d’Avola ottenuto da uve leggermente appassite, e il Frabianco, il Frappato vinificato in bianco dallo stile “petillant”. Interessante, in futuro, il possibile assaggio di un Frappato o un Cerasuolo vinificato in bianco.

Al momento, fra le varie etichette, Cerasuolo di Vittoria DOCG e Frappato DOC Vittoria, della linea JudeKa Prestige, restano senza dubbio figli prediletti di una Sicilia da bere con versatilità e piacevolezza in tutte le occasioni.
Estrema cura nell’esaltazione della Sicilia si riscontra oltremodo nelle caratteristiche e singolari etichette, soprattutto nell’evocazione delle locali ceramiche di Caltagirone delle bottiglie che raccontano l’isola attraverso la vivacità dei colori Judeka Ceramica.

Inoltre, per Judeka il territorio non è solo inteso come lavoro in vigna ma anche come spazio da vivere circondati dal verde delle colline di San Mauro grazie al segmento dedicato all’ospitalità turistica Judeca Wine Relais.
Il progetto, riferisce Valentina Nicodemo, include anche una Wine Spa, dove gli scarti di produzione forieri di polifenoli possono essere adoperati e integrati in un concetto di wellness.

Vino per piacere, ma anche per piacersi, in un unicum fra natura, cultura, e bellezza, all’insegna del rispetto dell’ambiente.