La pandemia che ha colpito l’interno pianeta e che va avanti da oltre un anno e mezzo ha toccato tutti i settori dell’economia globale ma un settore in Sicilia, anche se fisiologicamente ha avuto un rallentamento, ha risposto bene al difficile periodo storico.

Le cantine siciliane nel 2020 hanno prodotto oltre 230 milioni di bottiglie e di questi più di 90 milioni arrivano da cantine del Consorzio di tutela dei vini Doc Sicilia. Ad influire positivamente due fattori fondamentali: le esportazioni all’estero e l’acquisto, cresciuto esponenzialmente, da parte dei consumatori di vino online attraverso l’e-commerce.

L’acquisto di vino dal web, per via anche delle restrizioni che hanno costretto i consumatori a rimanere a casa, è cresciuto del 40% rispetto agli anni precedenti, tamponando così i mancati introiti derivanti dai mercati tradizionali, su tutti quello dell’horeca che, complici le chiusure dei ristoranti, ha patito maggiormente la crisi derivante dalla pandemia.

Ma una parte rilevante sulle vendite di vino siciliano è dovuta l’asportazione all’estero e il 2020 ha visto il vino Made in Sicily raggiungere oltre 60 nazioni, rafforzandosi in mercati come quello degli Stati Uniti dove l’anno passato si sono registrati 1,6 miliardi di euro di esportazioni. Ma ancor più importante è il dato delle esportazioni nel mercato cinese che ha visto la Sicilia superare nel 2020 le 100 mila bottiglie esportate.

Ora molti produttori di vino siciliano guardano alle riaperture e alla ripresa del settore horeca per ripartire. Le piccole cantine, infatti, tagliate fuori dalla GDO e dall’e-commerce, hanno sofferto maggiormente la crisi pandemica e si augurano con la ripartenza dell’horeca di tornare ai numeri pre covid e sperano che non si verifichino nuove ondate di contagi con conseguenti chiusure di bar, pub e ristoranti.