Ad un anno dall’atto di costituzione, la Fondazione SOStain Sicilia entra nella fase operativa, con l’invito rivolto alle aziende siciliane verso l’iter di certificazione, sotto la guida del comitato scientifico della Fondazione.

Gli obiettivi del programma, condivisi nel corso del webinar “SOStain è …”, moderato dalla giornalista Fernarda Roggero, firma de Il Sole 24 Ore,  sono stati elencati ed approfonditi da un panel di relatori coinvolti- a vario titolo- nell’obiettivo di fare diventare il programma di sostenibilità per la viticoltura siciliana un unicum nel panorama nazionale ed internazionale.

Alberto Tasca

“Le peculiarità del nostro disciplinare – afferma Alberto Tasca – sono la sartorialità legata al territorio Sicilia e la specificità delle misure che applichiamo. In pratica, il sistema di misurazione delle best practice agricole deve riprendere quello nazionale e internazionale, mentre i valori-soglia che le aziende devono rispettare e la ricerca volta a migliorare le performance di sostenibilità, si basano sulle caratteristiche del territorio. Stiamo lavorando anche alla suddivisione delle zone in cluster e ai paesaggi extra-vigneto. Si tratta di un cambio radicale di mentalità per le aziende, un ennesimo passo avanti mosso grazie a un cambiamento di tipo culturale del comparto vitivinicolo siciliano, che porta ad una nuova consapevolezza e visione ma nel concreto anche a benefici, a un sistema decisionale più veloce  e genera risparmi a lungo termine”

Antonio Rallo

“La vocazione sostenibile della Sicilia è un fattore naturale, grazie alle sue favorevoli condizioni climatiche e alla varietà del suolo e alla biodiversità, con oltre settanta varietà di vitigni autoctoni” – afferma Antonio Rallo – presidente del Consorzio Vini Sicilia DOC. 
“La Sicilia- continua Rallo-  con i suoi trenta mila ettari, è il più grande vigneto bio in Italia, la prima regione per vigneto biologico in collina, la seconda per vigneto in montagna. Abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future una terra in condizioni, se non migliori, almeno uguali rispetto a chi ci ha preceduto”.+

Per Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, “la strada verso la sostenibilità è tracciata. In molti casi, si tratta di validare e consolidare pratiche già in atto.  Da potenziale inespresso, la sostenibilità può diventare un valore anche commerciale, se viene comunicato con autorevolezza dalle aziende, guadagnando credibilità nei consumatori.  E’ un messaggio forte poter dire che la Sicilia è sostenibile”- conclude de la Gatinais.

Il rispetto dei parametri della sostenibilità non rappresenta solo una premialità per gli agricoltori ma proietta la Sicilia verso il Green Deal europeo e l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Negli ultimi trent’anni, il brand Sicilia è passato da una percezione negativa, alla candidatura, nel 2019, come migliore regione vitivinicola al mondo. Oggi, la sfida siciliana va nella direzione di una Sicilia Green. Chiaramente, per raggiungere questo obiettivo, bisogna essere uniti e condividere questo percorso.