Roberto Cerrato

Il Paesaggio Vitivinicolo del Piemonte: Langhe – Roero e Monferrato diventa sito Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2014, costituisce un “paesaggio culturale” di 10.800 ettari nel sud del Piemonte che rappresenta il risultato dell’azione congiunta dell’uomo e della natura.

Per conoscere meglio questo orgoglio nazionale intervistiamo il dott. Roberto Cerrato, un Albese che ha ricoperto e ricopre un’infinità di cariche ed onorificenze, tra le quali, per quello che ci interessa per il sito Unesco: direttore-site manager dell’associazione “I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” che ha lo scopo, come ente gestore del sito, di coordinare tutte le attività di governance, dalla promozione della candidatura alla pianificazione integrata dei progetti che riguardano il sito, nonchè editore della web TV LRM (Langhe, Roero, Monferrato) che tanta opera svolge per la promozione culturale di questo territorio.

Quale è la motivazione del riconoscimento Unesco per questo territorio piemontese?

Un lavoro che ha voluto mettere insieme un intero territorio del Piemonte meridionale, che poi si è unito in un progetto che è durato circa 10 anni di incubazione ed oggi siamo ormai quasi al 7°anno del riconoscimento avvenuto il 22 giugno 2014. Il motivo è stato il lavoro millenario sulle colline Langhe-Roero e Monferrato che ha voluto sottolineare quel valore universale dell’interazione tra uomo e natura in territori differenti ma uniti dalla stessa tipologia di lavoro che continua ancora oggi come allora.

Vorrei conoscere la differenza tra paese e paesaggio

Il paesaggio spesso è costruito dall’uomo, fautore della crescita e dello sviluppo del territorio con le scelte che lui vi adatta, che in tutti i casi sono sempre determinanti per il mantenimento dei valori ambientali, sociali, culturali di un territorio.

Il paese è un luogo dove vivere, noi abbiamo identificato il sistema di vita nei paesi come elemento fondante di questo riconoscimento Unesco, durante le visite gli ispettori dell’Unesco hanno compreso come sia stato importante il mantenimento di questi borghi e di questi piccoli villaggi sulla sommità delle nostre colline con una connotazione davvero unica e particolare, diversa da tutti gli altri riconoscimenti dei paesaggi vitivinicoli nel. L’Unesco ha 10 parametri per il riconoscimento del patrimonio mondiale, noi siamo stati compresi per i parametri 3 e 5 che prescrivono:

3)  testimonianza unica ed eccezionale di una tradizione culturale e di una civiltà vivente o scomparsa;

5)  esempio di insediamento umano e tradizionale dell’utilizzo delle risorse territoriali rappresentativo di una o più culture dell’interazione dell’uomo con l’ambiente soprattutto quando lo stesso è divenuto irreversibile per effetto delle trasformazioni.

Questo patrimonio è una testimonianza di una tradizione del vino ed un esempio di rapporto tra l’uomo e la natura, forse tramandato da un racconto orale e da alcuni scrittori come Fenoglio e Pavese, quali sono le pratiche per tenere vivo questo patrimonio?

Langa del Barolo

Come ente di gestione del Sito Unesco siamo impegnati ormai da sette anni nella valorizzazione di tutte le buone pratiche legate alla legge 77/2006, nonché nell’applicazione delle norme. Esistono commissioni del paesaggio che danno indicazioni molto importanti ad ogni amministrazione comunale determinando le risposte alle istanze degli abitanti, anche per i miglioramenti dell’esistente. Nella core zone è difficile edificare nel nuovo, invece nelle buffer zone si può costruire con un certo controllo. Un Patrimonio che i giovani devono fare proprio tenendo conto della volontà della gente di questi territori che ha voluto fortemente il riconoscimento come tutti i grandi monumenti dell’UNESCO. La tutela di questo patrimonio è demandata all’Ente gestore del sito che ha il compito di trasferire questa sensibilità su tutti i 101 comuni interessati.

Quali sono le aree del sito?

Le aree sono cinque più il CASTELLO di GRINZANE CAVOUR con elemento monumentale di rappresentante di tutto il patrimonio edIficato sul territorio dell’UNESCO

  • la LANGA del BAROLO
  • il CASTELLO di GRINZANE CAVOUR
  • le COLLINE del BARBARESCO
  • NIZZA MONFERRATO e il BARBERA  
  • CANELLI e L’ASTI SPUMANTE 
  • il MONFERRATO degli INFERNOT

Da un lato troviamo 4 componenti di territorio allargato nel paesaggio del vino mentre nel Monferrato troviamo gli INFERNOT, delle strutture vernacolari scolpite dall’uomo che sono in gran parte private, messe a disposizione per visite pubbliche con particolari accorgimenti legati alla digitalizzazione, per spiegare quello che c’era all’interno di quelle cave.

Infernot

Attualmente il turismo in queste zone è enogastronomico, cioè “mangio, bevo e scappo” o è già più stanziale?

Ormai sono anni che non è più solo turismo mordi e fuggi, ormai sono quasi tre le giornate di permanenza degli ospiti a livello internazionale. Se negli anni 80/90 era mangio, bevo e scappo, ora è diventato un elemento fondamentale questa cultura che vuole approfondire la conoscenza del territorio che abbiamo valorizzato grazie alla nostra Associazione, all’Ente del Turismo ed a tutte le Amministrazioni territoriali. Nel piano di gestione che stiamo mettendo in rete abbiamo dato ampiezza più importante all’aspetto culturale, aumentando la sensibilità legata agli elementi religiosi, museali e paesaggistici

Castello di Grinzane Cavour

Cosa rappresentano le aziende vitivinicole in questo contesto?

Ormai le cantine rappresentano un elemento di narrazione dello stesso territorio. Le cantine, specie nei fine settimana, sono assolutamente fruibili da tutti i turisti, sono diventate un luogo di cultura oltre che di godimento per il palato.

Si riuscirà ad evitare la distruzione dei boschi?

L’UNESCO è un Ente che dal 1946 lavora per la scienza e per la cultura, per la storia e la dignità dell’uomo, ma non è il poliziotto del territorio. Nel 1972 ha creato il riconoscimento del Patrimonio dell’Umanità frutto della salvaguardia del territorio ma non ha strumenti per incidere su di esso. Invece possono incidere le amministrazioni, le Regioni e lo Stato, quindi saranno gli Enti Locali che faranno attenzione affinchè il mantenimento e il miglioramento dei boschi vengano perpetrati. Noi nel nostro territorio, specialmente nel Roero, abbiamo un sistema di biodiversità molto diffuso che parte dai prodotti ma anche dal mantenimento di quella parte di bosco fondamentale per l’equilibrio delle colline, sia a monte che a valle.

Come si fa propaganda e formazione per migliorare la coscienza sostenibile nei riguardi di questi territori?

Canelli e l’Asti Spumante

La salvaguardia del Patrimonio Unesco è un nostro impegno, per questo abbiamo messo in funzione tutta una serie di progettualità che sono visibili sul nostro sito web. Partiamo dalle scuole dell’infanzia fino agli studi universitari per spiegare quello che è stato in tempi non sospetti lo sviluppo del territorio. Non solo la bellezza ma anche l’amore del territorio, dobbiamo spiegare ogni giorno anche se la pandemia ci ha un po’ fermati ma nel 2020 abbiamo fatto oltre una cinquantina di convegni dedicati a tema sollecitati da gruppi di giovani di tutta Italia che vogliono conoscere questo laboratorio a cielo aperto.

La pandemia ha impedito alle persone di conoscere il territorio apprezzandolo e visitandolo possibilmente a piedi o in bicicletta senza inquinare. Penso abbia cambiato in positivo la grande voglia di ritornare a visitare i nostri territori per viverli appieno con tante possibilità per vivere una giornata, un week-end, più giorni in serenità.

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