L'enologo trapanese, Giacomo Spanò

Sta inziando la vendemmia, speriamo sia di grande qualità, abbiamo deciso di parlare di nuove tendenze dei vini siciliani con l’enologo trapanese Giacomo Spanò che recentemente ha visto premiati i suoi vini da importanti guide nazionali e internazionali.

Dove sta andando l’enologia italiana, quali innovazioni e tendenze? e quella siciliano in particolare?

L’enologia italiana cresce nella qualità ed apprezzamento, la tendenza per i bianchi  è sempre verso vini freschi, giovani e fruttati, per i rossi: complessi, robusti e abbastanza morbidi ed equilibrati. La Sicilia segue il trend nazionale, con più attenzione verso i frizzanti e gli spumanti che stanno avendo grande successo specialmente presso i giovani.

La Sicilia è una terra fortemente caratterizzata dal biologico, pensi che sia possibile far convertire la maggior parte delle cantine in bio?

Le condizioni pedoclimatiche della Sicilia permettono la coltivazione bio, i presupposti potrebbero esserci per fare dell’Isola la regione più green al mondo.

Nel futuro su quali tipologie puntare: bianchi, rossi, spumanti?

Come ho già detto realizzando vini più moderni, meno corposi, più beverini, possibilmante riducendo il grado alcolico, tutte e tre le tipologie non possono mancare nell’offerta di una cantina ma specialmente gli spumanti anche non metodo classico e i frizzanti stanno avendo un forte incremento ed un successo che lascia ben sperare. Aggiungerei i vini rosati che finalmente si stanno rivalutando, il consumatore li apprezza specie nei mesi caldi perchè si bevono freschi o quasi freddi, si abbinano bene alla pizza, alla carne e anche al pesce mediterraneo.

I vitigni di Cantine Europa

I buoni vini, premiati dalle guide, si caratterizzano per un successo meritato o ritieni che siano condizionati dalle

mode? Quale vitigno siciliano dovrebbe essere rivalutato?

Le guide sono molto importanti per la comunicazione dei vini, ovvio che alcuni giudizi lascino qualche perplessità legata al gusto di chi degusta e scrive ma credo nel successo che possono anche apportare ad un vino. Per la Sicilia i vitigni da rivalutare sono il Perricone e anche il Grecanico, due autoctoni che meriterebbero più diffusione per le loro qualità intrinseche, ma non solo, anche il Moscato o Zibibbo per gli aromatici, vitigno che caratterizza la Sicilia con i suoi profumi.

Non dimentichiamo però lo Chardonney, la cui superficie è molto diminuita, e che dovrebbe rilanciarsi specie coltivato in Bio, attenzioniamo il Syrah che nell’Isola ha trovato un abitat ideale, e valorizziamo il Nerello Mascalese e il Frappato, non trascurando il nostro Nero d’Avola, cercando di dargli un giusto prezzo e non infelicemente basso, con campagne di valorizzazione come sta facendo il Consorzio Doc Sicilia.