I vigneti

Il Genio di Leonardo Da Vinci torna a far parlare di sé per la serie tv in onda sulla Rai, ma io lo riscopro nella veste, forse meno conosciuta da tutti, del viticoltore.

Oltre ad essere un grande artista e scienziato, molto avanti per il suo tempo, la sua altra grande passione è il vino e la viticoltura, grazie ai genitori che avevano delle vigne e producevano vino. Infatti una data importante, da ricordare, è il 26 aprile 1499, quando con la fine dell’affresco del Cenacolo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, Ludovico Il Moro, per ringraziarlo, gli dona una vigna di 16 pertiche (52 per 160 metri). Grazie ad Attilio Scienza, grande conoscitore delle tipologie e del DNA della vite, che scopre che era Malvasia di Candia Aromatica con i resti rinvenuti dopo i bombardamenti del 1943. La vigna ora è stata reimpiantata e si trova in fondo al giardino della Casa degli Atellani.

Il percorso della vita di Leonardo si snoda tra Milano e Firenze, ma nel 1502 compie un viaggio in Romagna di 6 mesi, toccando 5 città, Rimini, Cesena, Cesenatico, Faenza e Imola.

Le 5 bottiglie, della linea “1502 Da Vinci in Romagna”, sono prodotte dai migliori vigneti della Romagna, e sono Pignoletto Spumante Brut, Trebbiano Romagna, Sangiovese Rosato, Sangiovese Superiore Riserva e Sangiovese Appassimento.

Le etichette riportano i disegni realizzati in ogni tappa del suo viaggio, a partire da Rimini, dove arriva l’8 agosto 1502, dopo essere stato chiamato da Cesare Borgia, per difendere e fortificare i suoi nuovi possedimenti. Qui si incanta a vedere e sentire l’armonia della fontana detta “della pigna” nell’attuale piazza Cavour. Due giorni dopo si trova a Cesena dove ritrae la Rocca di Cesena con il percorso per arrivarci, mentre a Faenza è catturato dal Duomo di Giuliano Da Maiano. Il 6 settembre 1502 si reca a Cesenatico dove disegna dall’alto la veduta del portocanale ed infine ad Imola realizza la mappa della città. In Romagna ebbe anche l’opportunità di approfondire le sue conoscenze in viticoltura ed enologia soprattutto di una particolare tecnica di grappoli appesi per essere essiccati, da lui disegnati e che ritroviamo sull’etichetta del vino che rappresenta questo metodo di appassimento delle uve.

I vini si ispirano al Metodo Leonardo, ricercato nei suoi scritti, appunti e soprattutto nella lettera  al Fattore del 1515, dove disse: “Le ultime quattro caraffe di vino non erano come me le aspettavo e mi è dispiaciuto molto“. Cosi nella lettera, che continua, gli spiega cosa è meglio fare alle piante per migliorare la fotosintesi e dare degli ottimi frutti, di non lasciare i vasi del vino aperti per non disperdere il corredo aromatico, lasciando solo una bevanda colorata dalle bucce e di fare i travasi in modo corretto per degustare al meglio il prodotto. Finisce la lettera dicendo: “Allora se voi e gli altri accoglieste questi ragionamenti berremmo un vino eccellente“.

Cantine Leonardo da Vinci si trova in Toscana, precisamente a Vinci, è una cooperativa che può contare l’appoggio di 200 soci per un totale di 750 ettari nel Chianti e nelle denominazioni di origine di Montalcino. Il progetto “Leonardo Genio del Vino” nasce nel 2019, per il 500° anniversario della sua scomparsa, un percorso enologico, ma anche culturale.

Rocca di Cesena è il Sangiovese Superiore Riserva della denominazione Romagna DOC della linea “1502 Da Vinci in Romagna”, prodotto con 85% Sangiovese e 15% Syrah. I vigneti si trovano ad altitudini tra i 100 e 250 m s.l.m. con terreni argillosi ai piedi della collina, marnosi-arenacei con scheletro, la parte più grossolana, verso l’Appennino.

La vendemmia si svolge con la fine di settembre e l’inizio di ottobre, effettuata a mano con un’attenta verifica qualitativa. Dopo una lieve pressatura dell’uva, la fermentazione avviene a temperatura controllata in presenza delle bucce con relativi rimontaggi e follature, continui movimenti delle bucce e mosto, per una fermentazione omogenea ed una migliore estrazione di polifenoli. Una volta separate le bucce dal vino, avviene la conversione malolattica, che trasforma l’acido malico in acido lattico, per diminuire la forte acidità.

Una parte del vino affina in barriques e tonneaux di rovere francese media tostatura di primo e secondo passaggio e una parte in serbatoi inox, per almeno 2 anni.

L’annata 2017 si presenta nel calice rosso rubino intenso e si notano anche gli archetti molto ravvicinati facendolo roteare, collegati al tenore di glicerina. Al naso sorprende una complessità, che si apre a poco a poco, di viola, frutti rossi come la marasca, spezie, liquirizia, vaniglia, balsamo, cioccolato e tabacco. Mentre in bocca si espande con un bel corpo caldo, una bella rotondità e un’acidità viva, sapidità presente e quel tannino ancora un po’ giovane. Un vino affascinante e inaspettato che intriga ancora di più sapendo del genio a cui è ispirato.

Cantine Leonardo da Vinci

Via Provinciale di Mercatale, 287, 50059 Vinci FI

Sul sito Rocca di Cesena 8€

www.leonardodavinci.it

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