Bonassola, borgo marinaro che è’ incastonato tra Levanto e Framura alle porte delle Cinque Terre, era famoso nel XVI secolo per i commerci  via mare del vino, dell’olio e delle castagne. Ridenti, verdi colline che digradano verso il mare, percorse dalle cosiddette vie del sale: proprio su una di questa, la stazione di rifornimento e ferratura dei cavalli ha dato il nome all’azienda biologica Cà Du Ferrà che è anche agriturismo.

Nata per amore nel 2000, dalla scelta dei coniugi Antonio Zoppi e Aida Forgione di lasciare i loro rispettivi lavori per dedicarsi al recupero delle vigne e alla produzione del vino, ha visto entrare in campo e divenirne il titolare il figlio Davide, passato dalla prospettiva di una carriera di magistrato a Milano a quella di difensore della biodiversità e della fragilità di questo bellissimo angolo di Liguria.

Vengono coltivati Bosco, Vermentino e Albarola, nonché le varietà a bacca rossa da sempre esistenti nel luogo, che danno origine a vini che raccontano il mare, la luce, la gioia. Recentemente  si è riuscito a recuperare, in collaborazione con la Coldiretti, Regione Liguria e il CNR di Torino, il  Ruzzese Bianco, vitigno dimenticato e decimato dalla fillossera, da cui si otteneva un passito in cui Papa Paolo Farnese nella seconda metà del Cinquecento ” soleva intingere i fichi secchi“.

Una azienda molto dinamica e intraprendente, aggettivo scelto per dare il nome a un meraviglioso passito, prodotto solo in poche bottiglie il cui numero varia a seconda dell’annata, sintesi dell’arte “di saper aspettare il tempo migliore“.

I vigneti da cui si ricavano i grappoli di Bosco, Vermentino e Albarola sono a Riomaggiore, una delle Cinque Terre: dopo circa tre mesi di appassimento, si esegue manualmente il diraspamento a cui segue la pigiatura. La fermentazione e il successivo affinamento di circa 12 mesi avviene in vasche di acciaio.

Affascinante il giallo ambrato che scintilla nel bicchiere; il ventaglio olfattivo apre su note di albicocca disidratata, ginestra, buccia di arancia e limone, cedro candito, uvetta, zenzero, cardamomo, mirto. Un vino dolce che stupisce per la vibrante acidità e quel ricordo di mare che prolunga il sorso -prezioso – che può essere abbinato con il tradizionale pandolce genovese oppure con formaggi a media stagionatura.

Accanto all’intrapredente abbiamo Luccicante, un vermentino in purezza da uve coltivate in una vigna che si affaccia sul Mediterraneo e da cui si gode il suo abbacinante riflesso, Bonazolae, stesso blend del passito ma versione secca, floreale e fragrante e il rosso Ngilù, dedicato al nonno Angelo, espressione corale dei 6 vitigni appartenenti alla cultura vitivinicola dei popoli del mare.

Bonassola, inoltre rappresenta una attraente meta turistica e l’azienda propone degustazioni in vigna e in cantina e dispone di una grazioso agriturismo, distante  solo 400 metri dalla bellissima spiaggia di sabbia.