Credit Photo: Merano Wine Festival

Un italiano al vertice Oiv. È Luigi Moio, 60 anni, professore ordinario di Enologia alla Facoltà di Agraria dell’Università Federico II e direttore della sezione di scienze della vite e del vino della stessa università. È stato nominato presidente dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, di cui era già vicepresidente dal 2019. 

Succede a Regina Vanderlinde (eletta primo vicepresidente) e resterà in carica per 3 anni. Il secondo vicepresidente e direttore generale è Pau Roca. In occasione della 19a Assemblea Generale, l’Oiv ha eletto anche i presidenti degli organi scientifici. Per la Commissione I Viticoltura, Ahmed Altindisli (Turchia) succede a Vittorino Novello (Italia).

Nella sua secolare storia (fu fondato nel 1921 come Istituto internazionale del vino) al vertice dell’Oiv sono arrivati solo tre italiani. Prima di Moio solo Mario Fregoni e Pier Giovanni Garoglio.

Figlio dell’imprenditore vitivinicolo Michele Moio, scomparso due anni fa, il professore ha associato gli studi all’esperienza diretta nell’azienda paterna, dopo la laurea in Agraria e l’esperienza da ricercatore in Francia. Come ricorda Civiltà del bere, da oltre 25 anni Luigi Moio si occupa degli aspetti sensoriali, biochimici e tecnologici dell’aroma del vino. È autore di circa 250 pubblicazioni scientifiche con un H-Index di 41 per Google Scholar, 32 per Scopus e 32 per WOS, con oltre 4800 (Google Scholar), 2800 (Scopus) e 2900 (WOS) citazioni. Dal 1998 è esperto scientifico del Ministero delle Politiche agricole. Dal 2009 al 2014 è stato Presidente del Gruppo di Esperti Tecnologici dell’Oiv e dal 2015 al 2018 della Commissione Enologica. È membro dell’Accademia dei Georgofili e dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

Rientrato in Italia alla metà degli anni Novanta, è stato uno dei protagonisti della cosiddetta “rivoluzione enologica campana’” fornendo un impulso decisivo per la conoscenza e valorizzazione dei vitigni autoctoni regionali: aglianico, fiano, falanghina, greco. 

Per il mondo del vino la sostenibilità rappresenta un passaggio fondamentale in chiave socioeconomica ed un motivo di orgoglio che condividiamo una carica importante soprattutto per tutto il settore. Ora servirà accelerare e avviare i processi corretti e dal basso al fine di far applicare nuovo modello di produzione del vino.