Carmelo Bonetta in cantina

La famiglia Bonetta, propietaria di Baglio del Cristo a Campobello di Licata (Ag), per tanti anni hanno coltivato e venduto uve, molto buone da essere tanto richieste ma chiaramente poco remunerative.

Poi nel 2007 costruirono la cantina, bella, moderna, ben attrezzata, presero come consulente uno dei migliori enologi italiani, in ogni caso il più famoso, Riccardo Cotarella che si innamorò di quella terra anche perché potè constatare la passione e la volontà dei proprietari. Con questi requisiti ci sono voluti pochissimi anni per decretare il totale successo dell’azienda Baglio del Cristo di Campobello, in contrada Favarotta detta “du Cristu” perche c’è una statua di Gesù in croce molto venerata dai locali, da cui il nome.

la statua del Criso che dà il nome alla contrada

Sono 30 ettari di vigneti nella terra giusta, una intelligente capacità imprenditoriale, una lunga esperienza di campagna e specialmente un’intensissima passione per le proprie zolle, un instancabile lavoro, l’affiatamento di squadra. Così Angelo Bonetta, che ormai ha superato abbondantemente la soglia degli 80 anni, i figli Carmelo e Mimmo hanno fatto in un batter d’occhio di questa azienda una chicca nel mondo del vino italiano, un’azienda che vende ogni anno tutto il prodotto, che miete medaglie dorate nei più importanti concorsi, anche con i vini più economici, e giudizi lusinghieri nelle guide.

Mimmo, Angelo e Carmelo Bonetta

Purtroppo Mimmo è scomparso prematuramente da qualche anno lasciando un profondo vuoto sia nella famiglia sia in tutti quelli che hanno avuto la fortuna di apprezzarne le qualità umane, caratteriali nonché professionali.

Calcare con gessi

I terreni sono a circa 250-300 metri di quota, calcarei, ricchissimi di gessi anche cristallini e di sostanze minerali che infondono ai vini caratteristiche uniche, viti reimpiantate con attenzione a partire dal 2000, maniacali cure colturali, trattamenti ridotti allo stretto necessario con una coltivazione sostenibile e con lotta integrata, una nuovissima cantina attrezzata col meglio che c’è in giro: tini in legno-acciaio, controlli computerizzati, ovunque termoregolazione, maniacale attenzione all’ordine e alla pulizia.

tini in legno-acciaio

Da alcuni anni l’azienda è al regime massimo di produzione: 300.000 bottiglie ed i Bonetta, proprio per non stravolgere il loro attento lavoro, non hanno in programma ulteriori acquisizioni. Insomma chi acquista una bottiglia, anche la più economica, di Baglio del Cristo è sicuro di ottenere un vino perfetto, coccolato.

La ricerca della perfezione si ritrova anche nella comunicazione e nell’immagine con un packaging particolarmente curato ed elegante, un sito web costantemente aggiornato, un grande enologo, una vinificazione separata per particelle. Così si completa il quadro di un successo notevole. Nove le etichette, che vanno al 35% all’estero, mercato in continua crescita. In dirittura di arrivo 2 spumanti metodo classico, 36 mesi, un rosé di Nero d’Avola e un Grillo.

la vendemmia

Degustiamo Lusirà 2017 Doc Sicilia il cui nome, dato da Angelo, scaturisce dal dialetto siciliano di “il Syrah”. Viti piantate nel 2000 con cloni ricavati da una loro vecchia vigna, 5.000 piante/ha a cordone speronato, resa di 80 q/ha.

Vendemmia ad uve mature nella seconda metà di settembre in cassette che percorrono meno di un km per recarsi in cantina dove le uve sono diraspate, pigiate sofficemente, macerate per almeno 18 giorni a temperatura controllata e continui rimontaggi per estrarre il massimo. Affinamento di circa 14 mesi in barriques di vari rovere francesi di diversi passaggi, e leggera filtrazione, vista la sanità delle uve e della vinificazione pochissimi i solfiti totali, poi in bottiglia per almeno un anno, 14 i gradi alcolici.

Versato nel calice il colore è granato scuro, impenetrabile, con bordi violacei; già a calice fermo esprime  un olfatto intenso, netto, pulitissimo, complesso, roteandolo tanta ciliegia, amarena, lampone, note di cioccolato, balsamiche, speziate, rinfrescate dalla liquirizia e un pò di menta, insomma di raro fascino che vi invita a riaffondare il naso; In bocca si rivela ancor giovane, vivace, tannini ed acidità in primo piano ma già avvolgenti e ammansiti, una certa sapidità, tanta fragranza che riporta al palato i sentori odorosi, un bel corpo concentrato, rotondo, intenso, franco, lunghissimo. Se è già splendido nella sua giovinezza tra qualche anno sarà semplicemente sublime dimostrando che in Sicilia un internazionale Syrah può raggiungere vette altissime. Abbinamento classico da rosso strutturato ma vi consigliamo di gustarlo intimamente in salotto, sarà un’esperienza. Sono 11.115 bottiglie che allo scaffale o nello shop aziendale trovate a 25 euro, ma ne valgono di più.

Baglio del Cristo di Campobello 
Contrada Favarotta

Strada Statale 123 Km. 19,200  
92023 Campobello di Licata (Ag)
tel. 0922 877709

www.cristodicampobello.it