L’azienda quotata all’Aim ha chiuso il 2020 con un fatturato di circa 52 milioni di euro, conta una produzione di 12 milioni di bottiglie all’anno e 400 ettari di vitati. La quota di esportazione è di circa il 78% del fatturato complessivo.

Masi Agricola lancia sui mercati internazionali Fresco di Masi, due vini biologici, un bianco e un rosso Verona Igt, organici e non filtrati. Parola d’ordine sostenibilità prima di tutto, tanto da riportare sull’etichetta una citazione dalle Georgiche di Publio Virgilio Marone: “Vinum natura genitum”. Le uve sono vendemmiate subito dopo la raccolta, senza lieviti aggiunti, senza appassimenti, e il vino senza passaggio in legno viene fatto decantare ma senza nessuna filtrazione.

Il “Fresco”, certificato vegano, è prodotto da uve biologiche vendemmiate nelle ore più fresche e subito vinificate solo con i lieviti selvaggi dell’uva stessa, decantato naturalmente e non filtrato, senza appassimento, senza passaggio in legno.

“Si tratta – racconta Raffaele Boscaini, responsabile del gruppo tecnico e settima generazione della famiglia proprietaria di Masi Agricola- di una produzione per sottrazione che minimizza l’intervento dell’uomo sulla natura”. L’intento, continua Boscaini, “è quello di rendere il percorso più breve dal vigneto al bicchiere “uva-mosto-vino” attraverso vini moderatamente alcolici e caratterizzati da un gusto immediato di frutta fresca”.