Karin Meriot e Teo Costa

Castellinaldo d’Alba con la luna piena e sotto di essa, nella penombra, Isabella Costa, figlia maggiore di Roberto, detto Teo, Costa viticoltore di successo e agricoltore.

Isabella collabora alla gestione dell’azienda e segue la storia e la produzione con passione e costanza. Ci racconta l’origine dell’azienda, l’impegno di un uomo che ha fatto grande l’azienda, Antonio Costa dal soprannome biblico “Giobbe”, ha costituito la scintilla che ha acceso il falò, il soprannome nasce dalla sua tenacia.

Da azienda agricola di un tempo oggi è un fiore all’occhiello dell’enologia Roerina e non solo. Questa grande azienda oltre ad offrire dei vini straordinari, ha una varietà di prodotti: dalla zootecnia fino ad arrivare alla produzione di frutta (le famose pesche del Roero). L’Azienda Agricola Teo Costa produce i vini tipici del territorio albese, dal Roero Arneis al Langhe Favorita, dal Roero al Nebbiolo d’Alba, dal Barbaresco al Barolo alla Barbera d’Alba, anche con la menzione “Castellinaldo” che riconosce il particolare pregio della zona; privilegiate in modo esclusivo sono le vigne coltivate direttamente, dalle quali nascono i vini commercializzati con i marchi aziendali Selezione Teo Costa, Giobbe e Ligabue.

A distanza di oltre un secolo, la famiglia Costa ha continuato a crescere e a proporre prodotti di alta qualità. Isabella ci racconta i successi ottenuti in tanti anni di duro lavoro, ci dice anche che sono fortemente legati alla tradizione per l’umiltà contadina che hanno ereditato, sentimento contadino legato fortemente al territorio e che ha insegnato a rispettare le nostre materie prime, senza mai perdere di vista l’innovazione e la modernità che è il punto centrale del loro lavoro.

 Nel 1995 hanno realizzato il primo abbinamento arte–vino, proponendo come etichetta particolareun quadro del pittore Antonio Ligabue. L’azienda nel 2007 ha brevettato un metodo di vinificazione senza solfiti aggiunti, era un desiderio che sia Isabella che il padre avevamo in mente da molto tempo. La sede è situata a due passi dal bellissimo  Castello Damiano, oggi degli Ajnaldi, completato alla fine del XVI secolo, gemma del piccolo borgo, meno di 1.000 anime, di Castellinaldo che nel 2015 ha aggiunto al suo nome…d’Alba; le vigne invece sono sparse un po’ ovunque sul territorio, alla destra e sinistra del Tanaro, anche se le radici sono piantate saldamente nel territorio del Roero che è stato ufficialmente incluso, assieme a Langhe e Monferrato, nella lista dei beni del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. La meravigliosa produzione spazia tra il Barbaresco ed il Barolo, lambendo molti vini particolari in altre zone di questa meravigliosa terra. Si producono 750.000 bottiglie di cui 70.000 di Nebbiolo Ligabue; recentemente l’azienda ha avuto un’ulteriore espansione con l’acquisto di ulteriori 40 ettari a Montechiaro d’Acqui.

Isabella conclude il nostro incontro, certa di avere una grande responsabilità, quella di aver ereditato da suo padre una azienda che ha molto da raccontare.

Il Nebbiolo LIGABUE è il vino che vi propongo e che ho degustato.  Mi piace in maniera particolare e ha anche ottenuto una medaglia d’oro nel 2020, insiemeallamedaglia d’argento ottenuta dal Barbaresco Lancaia in uno dei più prestigiosi concorsi mondiali, quello di BRUXELLES. Nella foto del titolo Karin Meriot, coordinatrice eventi Italia del Concorso premia Roberto Costa.

Il Nebbiolo è sicuramente il vitigno più aristocratico dell’intero panorama vitivinicolo piemontese. La coltivazione di quest’uva è forse quella che richiede la maggiore specializzazione, non a caso è la prima a sbocciare in primavera e l’ultima ad essere raccolta.

La famiglia Costa ha da sempre un occhio di riguardo per questo vitigno nobile. La vigna di produzione, chiamata “Brich Costa”, è una delle migliori della zona, sia per l’esposizione a sudovest che per la complessità minerale del terreno.L’etichetta è dedicata al famoso pittore Antonio Ligabue, grande artista.

È un vino rosso di corpo col 100% di Nebbiolo; invecchiamento un anno in fusti di rovere grandi e affinamento in bottiglia di6 mesi. Cure nella preparazione: scelta delle uve in vendemmia, vinificazione tradizionale con macerazione delle bucce e follature, tenore di alcool 13,5%, acidità 5,3 g/l.

Nel calice colore rosso rubino, profondo con riflesso leggermente granato; profumo intenso, vinoso con frutto maturo e nota speziata di legno dolce; sapore di corpo pieno, importante struttura e ottima persistenza, raggiunge un buon equilibrio già al secondo anno e lo mantiene per diversi ancora. Temperatura di servizio 17-18°, si accompagna con antipasti, primi piatti saporiti, carni rosse, formaggi di media stagionatura.

Az. Agr. Teo Costa
Via San Salvario,1
12050 Castellinaldo d’Alba (CN)
Tel. 0173 213066