Todaro Winery inizia a produrre i suoi vini nel 2011. L’azienda dei Todaro si trova a San Giuseppe Jato ad un’altitudine compresa tra i 450 e 650 metri sul livello del mare, nota di menzione è il terroir, da sempre vocato per la produzione di vini che godono di un microclima particolare dovuto alla conformazione della vallata, temperature fresche (gli inverni sono freddi con presenza di neve), ottima ventilazione ed escursioni termiche in periodo prevendemmiale.

Il rosato Prima Volta, è il primo ancestrale di produzione Todaro. Una sorta di incipit verso una nuova era agricola, una forma di inno ad una nuova concezione pulita e sana di viticoltura, che nel prossimo futuro dovrà essere per tutti imprescindibile regola senza eccezione per poter viaggiare a lungo sui binari della piena sostenibilità ambientale. Ma – perché no – anche un vino da associare ad una ricorrenza temporale o ad un evento personale che sancisce in toto la nostra prima volta in cui l’abbiamo compiuto.

Il vigneto di Perricone è in Contrada Feotto ed è lo stesso da cui nasce il “Feotto” rosso. Ma mentre quest’ultimo rimane per il 40% coi suoi grappoli in pianta ben oltre la sua ordinaria maturazione tecnologica per l’ottenimento di un particolare grado di appassimento, le uve destinate al “Prima Volta” subiscono una vendemmia leggermente anticipata, così da ottenere una quantità di acidità maggiore, utile ai fini del rosato ancestrale frizzante nascituro. Segue raccolta manuale in cassette, immediata diraspapigiatura e un brevissimo contatto di 3 ore appena con le bucce per ottenere questo delicato rosa tenue che ricorda la cipria e il rosa antico.

La fermentazione è svolta nei silos d’acciaio solo attraverso i lieviti indigeni dell’uva. Pertanto nessuna inoculazione di lieviti selezionati. Durante le prime fasi di fermentazione, una parte del mosto viene estratto e congelato in fusti, mentre la restante massa continua il suo naturale processo anaerobico.

Al termine della fermentazione alcolica seguono un paio di travasi con setacci dal calibro grosso per effettuare una generica pulizia. In ultimo interviene quel mosto che nel frattempo era stato congelato. Si aggiunge alla massa ottenuta in precedenza e la fermentazione alcolica ha, così, un nuovo start. A questo punto Prima Volta viene imbottigliato con il tappo di sughero, un birondellato specifico per vini frizzanti. All’interno della stessa bottiglia le residue parti di lieviti svolgeranno il loro naturale compito di erodere gli zuccheri, anch’essi residui nel mosto, con la loro azione enzimatica, trasformandosi in ulteriore etanolo (che raggiungerà, così, alla fine, il 12% di titolo alcolometrico) ed anidride carbonica, che questa volta rimarrà intrappolata, per effetto adsorbimento, col vino dentro la bottiglia, dando luogo ad un allegro pétillant da appena 1,8 atmosfere e solamente ad un impercettibile – e desiderato – intorpidimento della limpidezza.

Alla degustazione, si presenta con un bel colore rosa cipria, sprigiona note olfattive fresche di lavanda e lievito, fruttate di fragola, lampone e pesca bianca. Al sorso la leggera bollicina esalta la freschezza fruttata, di perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, chiude con appagante persistenza aromatica intensa e con una nota amara.

Un vino facile da bere, ha poliedriche caratteristiche di abbinamento. Ideale con il pesce crudo. Perfetto con pizze, focacce e sfincione.

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