Il mondo della ristorazione come sappiamo sta attraversando un momento critico che per certi versi ne determinerà una ristrutturazione, dal momento che è opinione comune che quando si ripartirà molte aziende non saranno ai nastri di ripartenza, perchè sfiancate dalla lunga crisi.

Siamo andati a sondare lo stato d’animo e la volontà di ripartire di uno novero qualificato di chef siciliani, in attesa che si allarghino le maglie delle restrizioni e possano così riaprire i locali alla loro affezionata clientela e far ritornare così i ristoranti i luoghi dove far rivivere emozioni e suggestioni della loro cucina agli appassionati dell’arte culinaria.

E’ questo l’auspicio dello chef agrigentino, Salvatore Gambuzza, che propriamente un anno fa poco prima che scoppiasse la pandemia, dopo aver lavorato per gli alberghi più lussuosi e avere maturato esperienze professionali in ambito internazionale, ha coronato il sogno di aprire un proprio locale in riva al mare.

E’ così che nasce a Siculiana Marina, in un luogo unico e incantevole, tra la Scala dei Turchi e Torre Salsa, “La Scogliera – Osteria del mare”, locale storico della costa agrigentina, presente nella guida Michelin da diversi anni. Un locale in riva al mare, con vista sul mare in un’ambiente accogliente ed ospitale dove delizia i clienti con una cucina innovativa, tradizionale e semplice, utilizzando i prodotti tipici del territorio.

Chef, qual è il tuo stato d’animo in questo frangente di grande indeterminatezza che sta attraversando la ristorazione?

E’ una situazione al quanto surreale, demotivante e con il passare del tempo si sta trasformando in rabbia. Lo stop continuo e ripetuto ci sta portando veramente in un vicolo cieco, purtroppo non si può programmare nulla e per le attività che hanno aperto da poco i rischi del fallimento sono molto vicini.

Il mondo della ristorazione spinge per ottenere indennizzi più equi, ritieni che quelli elargiti sino adesso siano stati sufficienti a ricoprire le perdite subite?

Io rispondo per la mia situazione. Tutte le aziende nate nel 2020, come la mia inaugurata a febbraio, sono state fortemente penalizzate, anche perchè non avendo uno storico le somme stanziate sono state misere, non tenendo conto dei veri costi, come affitti, utenze,  ecc., che nonostante tutto, abbiamo dovuto continuare a pagare. L’ultimo ristoro che dovrebbe arrivare tra febbraio e inizio marzo, terrà invece conto delle perdite dell’anno 2020, speriamo di avere una somma più sostanziosa.

Come stai impiegando questo tempo di attesa e quale progettualità hai in cantiere?

Mi sto dedicando all’uscita del nuovo menu‘. Rimandando sempre e giustamente a tutela della sicurezza sanitaria, i menu stanno per diventare annuali e non più stagionali. Lasciando da parte la malinconia e pensando sempre positivo, ho in progetto altre situazioni inerenti la ristorazione ma per il momento è solo un’idea. Sinceramente sono un pò scottato e vorrei vedere prima la luce dopo il tunnel e dopo iniziare un’altra avventura, insieme a quella attuale.

Le criticità eccezionali affrontate in questa stagione diffiicle che ancora non si è conclusa, che segno lasceranno nella ristorazione?

Sicuramente parecchie partite IVA scompariranno, è questa una sconfitta per tutti. A mio avviso non c’è stato un equo sostegno alle imprese, anzi molta confusione, se in primavera ripartirà tutto, speriamo che non sia una partenza in sordina. Il mio augurio è quello che quantomeno si inizi come la stagione scorsa, unica differenza che lo scorso anno eravamo a giugno e adesso siamo ancora tra marzo e aprile.