Dal convegno Doc Sicilia emerge come la sostenibilità in agricoltura in Sicilia stia assumendo un ruolo sempre più importante.

La tre giorni di incoming stampa del Consorzio Doc Sicilia per oltre 70 giornalisti specializzati del settore enologico provenienti dall’Italia e dal resto d’Europa, si è aperta il 26 ottobre, nella splendida cornice dell’hotel Villa Igiea, con un interessante momento di riflessione e di analisi del settore vitivinicolo siciliano, da anni impegnato nella promozione di uno sviluppo sostenibile che sappia valorizzare, accrescere e preservare il patrimonio naturalistico ed enologico dell’isola.

Sicilia sostenibile per natura, il titolo dell’incontro che ha visto le personalità del mondo del vino, i rappresentanti delle Istituzioni locali e dell’imprenditoria, pronti a dare il proprio contributo e a mettere a disposizione la propria esperienza e conoscenza in nome di quel modello green, socialmente equo ed economicamente efficace, che Consorzio e Fondazione SOStain promuovono.

Alcuni dati emersi nel corso del convegno: il vigneto Bio Sicilia oggi e’ esteso per 30.084 ettari, il 34% della superficie italiana
Nel 2020 sono state prodotte quasi 10 miloni di bottiglie Doc Sicilia da agricoltura biologica. Altro dato importante, la Sicilia ha 50% di coltivazione a lotta integrata e biologico.

La Sicilia è oggi la prima regione per viticoltura biologica – commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia – un territorio che ha identificato nella sostenibilità e nel rispetto per l’ambiente le parole chiave del sistema vitivinicolo siciliano. Una regione che per prima ha saputo sviluppare un protocollo integrato di sostenibilità che nasce dal basso, dalle esigenze dei produttori e per i produttori. Oggi il settore è sempre più consapevole che solo assumendosi la responsabilità di rispettare la natura e le sue bellezze sarà possibile produrre un vino sempre più ricco di valore e qualità”.

La sostenibilità è dunque più che mai la chiave per guardare al futuro del vino siciliano e in particolare del brand Sicilia DOC. L’evento di oggi diventa quindi un’importante occasione per promuovere una riflessione e fare un bilancio del nostro impegno a favore della crescita sostenibile dell’intero comparto”.

Oltre al presidente del Consorzio Antonio Rallo, hanno preso parte al convegno,  Laurent Bernard de La Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, Alberto Tasca, presidente della Fondazione SOStain, Nicola Francesca del Comitato scientifico diFondazioneSOStain Sicilia, Benedetto Alessandro enologo della Cantina Alessandro di Camporeale, Guido Robustelli, South East Europe Sales Director della multinazionale americana O-I, Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di Unicredit.

“In nome della sostenibilità – conclude Antonio Rallo – ci attende un percorso che sarà ancora lungo e impegnativo, ma ormai imprescindibile per il futuro del nostro territorio. Un cammino che sarà di ispirazione per le prossime generazioni e che permetterà di consegnare a chi verrà dopo di noi un territorio integro, vivo e capace di restituire, nei prodotti che nascono dalla sua terra, quell’unico e introvabile mix di fattori che fanno della Sicilia l’isola del Mediterraneo tra le più apprezzate al mondo”.

Antonio Rallo e Alberto Tasca

“La sostenibilità – racconta Alberto Tasca, presidente di Fondazione SOStain Sicilia – è la nostra bussola; significa misurare l’impatto delle nostre azioni e condividere i risultati, avendo tutti un unico obiettivo: il Bene Comune. SOStain è un programma olistico che non si limita solo alla cura del suolo attraverso buone pratiche agricole, ma prende in considerazione anche la sostenibilità sociale ed economica e si basa fortemente sullo scambio  tra le aziende, così come sul confronto tra aziende e comunità scientifica. Parlare oggi di sostenibilità significa pensare a un radicale cambio di mentalità per le aziende e per tutte le organizzazioni, non soltanto per le imprese agricole o vitivinicole.

Significa acquisire consapevolezza che non esiste una contraddizione tra antropocentrismo ed eco-centrismo perché la difesa dei diritti della Natura coincide con quella della vita dell’uomo. Essere ‘sostenibili’ implica dunque  la necessità di un passo avanti, mosso da un cambiamento culturale, del comparto enologico siciliano: un passo che conduca a una nuova consapevolezza, al riconoscimento degli enormi benefici che la sostenibilità porta con sé e a un sistema decisionale veloce, in grado rispondere prontamente alle quotidiane problematiche di ogni impresa”.