Siamo sull’Etna, versante est, nella Contea di Mascali. Un affaccio sul mare bellissimo: Taormina, sulla nostra sinistra, con la sua bellissima costa, la Calabria, poco oltre. La costa siracusana sulla destra.

Al riparo dal sole, l’aria fresca di montagna si fonde con i venti salmastri del mare. Qui i raggi di sole cullano i grappoli fino alla vendemmia. Siamo nei vigneti dell’azienda agricola La Contea, immersi in viti allevate sia a cordone speronato che ad alberello su differenti livelli.

Nella parte inferiore della proprietà, si trovano gli impianti a cordone speronato di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Intorno al corpo centrale del palmento, con gli ulivi intorno, le vigne più vecchie impiantate a Nerello Mascalese. Poco più su, oltre il laghetto aziendale, i nuovi terrazzamenti in pietra lavica, coltivati ad alberello, nei quali matura il Carricante utilizzato per la produzione dell’Etna Bianco DOC, la nuova etichetta dell’azienda.

È questo il motivo della nostra visita: provare in anteprima il Sommitale

L’azienda già conosciuta per la produzione con il Classe39 Bianco da nerello mascalese vinificato in bianco, e la versione in rosso Classe39 prodotto per 90% da Mascalese e 10% Cappuccio, vanta che la produzione del Classe39 rosato e in cantiere seducenti ed eleganti bollicine da Nerello Mascalese che rivendicano la loro provenienza.

Sommitaleil nuovo Etna Bianco DOC prodotto unicamente da uve di Carricante, beneficia di questo territorio e della luce. Il terreno fertile, lavico, minerale si unisce all’influsso del mare con i suoi venti ricchi di salsedine. Un’esposizione ottimale delle vigne che catturano la luce del sole e una forte escursione termica fra il giorno e la notte rendono la produzione del nuovo bianco molto interessante.

Al calice si mostra in tutta la sua luminosità giallo paglierino. E già al naso che lascia intendere che non si tratti di un vino banale: oltre ai chiari sentori floreali di zagara, gelsomino e ginestra, le note fruttate di cedro, pesca a polpa bianca e l’accenno iodato che ti cattura. Quasi non smetti di mettere il naso dentro al calice per cogliere ogni evoluzione. E la voglia di voler scoprire al palato questo vino che porta al primo assaggio. E poi al secondo e giù tutto. Un’interessantissima espressione di Carricante in cui l’ingresso secco gioca con la morbidezza del sorso per poi lasciare spazio al duello di un’ottima freschezza con una piacevole sapidità. Un vino tipico? Forse è più giusto considerarlo un esempio di Etna bianco. Almeno di Mascali.