Il grande successo dell’Etna e la sua rinascita della viticultura è certamente legata al Carricante, il vitigno autoctono a bacca bianca più diffuso nel territorio etneo e base dell’Etna bianco Doc e di alcuni interessantissimi spumanti del Vulcano.

Dello straordinario terroir del vulcano catanese abbiamo scritto tante volte: la capacità unica dell’Etna di conferire grande eleganza in contesto inimitabile è ormai una certezza indiscussa. Le altitudini alpine della montagna nera e il clima mediterraneo del blu Jonio rendono – grazie anche alle differenze di suoli – la secolare tradizione della vite un patrimonio da tutelare.

Sull’Etna oltre all’ormai affermato Nerello mascalese si coltiva – tra gli altri – il Carricante, un vitigno a bacca bianca che riesce ad inerpicarsi sul vulcano, raggiungendo anche le più alte altitudini. Pare che il suo nome nasca dai vignaioli di Viagrande che vista l’abbondanza di produzione delle sue piante l’hanno battezzato “u’carricanti”.

La ricchezza di minerali del suolo la si ritrova al calice in cui le differenze di altitudini ed esposizioni valorizzano la mineralità o il bouquet floreale in cui la ginestra etnea privilegia.

Grazie a una grande intuizione del cavaliere Benanti, dalla vendemmia 2002 viene utilizzato per la produzione di spumanti metodo classico. Produzioni che già dopo diciotto mesi di affinamento sui lieviti riescono a offrire esperienze di gusto uniche: a differenza del fratello Nerello mascalese, lo spumante da Carricante riesce ad essere un prodotto più immediato in cui freschezza, sapidità e verticalità concedono una bevuta interessantissima.

Vi propiniamo un viaggio tra gli spumanti metodo classico da uve autoctone di Carricante, per esplorarne le potenzialità e divertirvi con gli abbinamenti.

Noblesse, Carricante, Benanti

La convinzione dell’alto potenziale spumantistico del Carricante e del territorio etneo ha portato – nel 2002 – alla nascita di Noblesse Brut Metodo Classico. Prodotto con una selezione di uve da vigneti del versante sud-est. Le vigne – con età dai 20 ai 60 anni – sono situate tra i 700 e gli 850 mslm, su terreno vulcanico sabbioso ricco di minerali. Permane in bottiglia sui lieviti selezionati per 24 mesi e 3 mesi in bottiglia dopo essere degorgiato e dosato per essere messo in commercio. Al calice si presenta brillante, giallo paglierino scarico con riflessi verdi. Il perlage fine e persistente porta al naso i sentori agrumati di fiori di zagara e mela acerba. Al palato si presenta secco, minerale, con una piacevole acidità e una gradevole persistenza. Uno spumante di media struttura da usare a tutto pasto che consigliamo soprattutto con le fritture delicate.

www.benanti.it

Sosta Tre Santi, Carricante, Cantine Nicosia

Dalla vendemmia 2011 la storica cantina di Trecastagni produce spumanti metodo classico da uve di Nerello mascalese e Carricante. Negli anni l’esperienza crescente e la dote di Maria Carrella hanno prodotto spumanti dalle spiccate qualità. Oggi Graziano Nicosia, che guida l’azienda insieme al padre Carmelo e al fratello Francesco, punta molto sugli spumanti: entro il 2023 triplicheranno la produzione e verrà messo a catalogo – oltre al neouscito Rosato da uve di Nerello mascalese – il Sessanta mesi. Il Sosta Tre Santi brut – in realtà un non dosato – da uve di Carricante è un viaggio nella catanesità. Alla vista si presenta con un persuasivo color giallo paglierini a riflessi dorati, al naso la ginestra etnea tipica nel panorama del vulcano e molto presente a Monte Gorna armonizzata con la crosta di pane, al palato il selz-limone-sale tipico dei chioschi catanesi in cui agrumato e sapido sposano le note minerali per lasciarsi ad una piacevole persistenza. Un vero ambasciatore del vulcano e del terroir etneo prodotto unicamente da una selezione di uve di Carricante del Monte Gorna affinato sui lieviti per almeno 20 mesi. Uno spumante ideale per brindare alle gioie e nei momenti di festa o da poter servire a tutto pasto. Consigliato con un menù a base di pesce.

www.cantinenicosia.it

Gaudensius Blanc de blancs, Carricante e Chardonnay, Firriato

Il riconoscimento delle qualità del ruolo vulcanico e la vocazione agli spumanti ha dato vita al progetto Metodo classico sull’Etna targato Firriato. Gaudensius Blanc de blancs nasce dalla vinificazione di uve da Carricante e Chardonnay dai vigneti di Cavanera e Borgo Guarini: un vino che unisce la realtà etnea a quella trapanese. Lo spumante si presenta alla vista giallo paglierino tenue con riflessi dorati luminosi. Al naso il contributo dello Chardonnay che nasce su terreni calcareo-argillosi è evidente: intenso e fruttato, con note delicate di agrumi siciliani, anice e sentori minerali si uniscono alle note di ribes e mandorla che si incontrano al palato. Un gusto ricco, persistente ed elegante dato anche dall’affinamento sui lieviti che supera i 32 mesi. Un prodotto versatile che sui crudi di mare può esprimersi al meglio.

www.firriato.it

Mon Pit, Carricante e Catarratto, Cantine Russo

Il lavoro e la passione di Francesco Russo sugli spumanti – che insieme alla sorella Gina guida l’azienda – è considerevole: dal 2010 si dedica alla produzione di spumanti metodo classico. Il Mon Pit Blanc de blancs nasce dalle uve di Carricante e Catarratto coltivate sulle alte quote versante nord del vulcano. Viene affinato per almeno 24 mesi in bottiglia; si presenta al calice con il suo giallo paglierino ricco di riflessi dorati. Al naso spiccano le note floreali e il leggero sentore di crosta di pane. È in bocca che manifesta il suo carattere prorompente: il mix di freschezza, sapidità e mineralità del vulcano si esprime in perfetto equilibrio e armonia. Un prodotto che si presta alla convivialità e dalla chiara versatilità negli abbinamenti. Consigliato con le fritturine.

www.cantinerusso.eu

Brut, Carricante, Planeta

Uno dei prodotti più interessanti del progetto Planeta sull’Etna. Lo spumante metodo classico da uve di Carricante nasce dal 2010 da viti allevate con cordone speronato e Guyot in Contrada Sciaranuova nel versante nord del vulcano ad un’altimetria compresa tra gli 800 e 850 mslm. Le uve vengono vendemmiate precocemente per preservare l’acidità. Un elemento che insieme all’affinamento di almeno 20 mesi sui lieviti lo rende un vino capace di prestarsi con i piatti di marcata untuosità. Al calice si rivela dotato di un colore giallo paglierino luminoso. Il Carricante e le sabbie fini del terreno si riscontrano nei profumi floreali non invadenti e dalle interessantissime note citriche che richiamano il contesto del vigneto. In bocca il sapore delicato di cedro e passion fruit si fa strada tra i sentori di macchia mediterranea. Sapidità e freschezza invitano ad un altro sorso. Un vino vocato per i momenti di festa e per accompagnare i brindisi dell’aperitivo.

www.planeta.it

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