Ci sono vini che a volte ci sorprendono fino ad emozionarci. Durante una serata, tra i vini in degustazione, ho proposto rigorosamente alla cieca, un Amarone della Valpolicella dell’azienda Tommasi datato 1969, ovvero con oltre mezzo secolo di invecchiamento.

Per l’apertura di questa bottiglia ho usato un cavatappi a doppia lama, ma il tappo si è ugualmente spezzato, a quel punto le mie aspettative hanno incominciato a vacillare. Ho versato il vino, senza decantarlo, per il timore di alterarne le proprietà, in quanto convinto che arieggiare in maniera “violenta“ un vino così datato sia controproducente, è come voler far correre i cento metri ad un vecchietto.

La scelta è stata azzeccata, nel bicchiere era di un bel colore rosso granato chiaro, leggero accenno di aranciato sull’unghia, naso splendido ancora fresco, vivo e pimpante, con il passare dei minuti evolveva positivamente nel bicchiere, in bocca molto fine, non opulento come possono risultare oggi tanti Amarone, tannini setosi, grande “souplesse“ da brividi, equilibrato, armonico.

Personalmente mi sono emozionato ma, anche gli altri convenuti, non hanno potuto trattenere il loro apprezzamento, ben prima di svelare di cosa si trattasse. Quando abbiamo scoperto la bottiglia, lo stupore e la meraviglia da parte di tutti sono stati grandi, quasi incredibile poter trovare un vino in questo stato di forma dopo oltre mezzo secolo di vita.

Mi è sorta spontanea una domanda alla quale forse non riuscirò a dare risposta, ma i vini, nel caso specifico gli Amarone degli ultimi 15/20 anni riusciranno a sfidare il tempo come questo capolavoro assoluto della nostra enologia?
Raramente si incontrano nella vita vini in questo stato di forma, non vi era nemmeno fondo nella bottiglia, veramente un capolavoro, un Top Wine, inclassificabile data la sua età, ma se vogliamo assegnargli un punteggio allora bisogna porre l’asticella a 99/100.

Qualcuno si chiederà perché 99/100 e non 100/100? Questa è una questione personale di chi scrive, perché convinto che nel mondo possano esistere vini migliori di questo ed oltre i 100/100 non è possibile andare. A parte queste sottigliezze personali, devo ringraziare la Famiglia Tommasi per avere creato nel lontano 1969 questo capolavoro della nostra enologia, che è riuscito ad emozionarmi/ci, non succede tutti i giorni, ma poche volte nella vita!
Chapeau!!